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Il blog di Paola Fabbri

Come riscoprire la Connessione con la Natura e con il Nostro Corpo

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Cura di sé, natura, consapevolezza corporea ed ecologia: Guarda il video e leggi il riassunto per approfondire il ruolo del corpo nella cura di sé e dell’ambiente.

Il filtro della cultura occidentale

Viviamo immersi in una cultura occidentale post-industriale e consumistica che ha profondamente influenzato il nostro modo di guardare alla natura. La natura, in questo contesto, è spesso ridotta a oggetto: ha valore solo in funzione della sua utilità. È una risorsa da sfruttare, un bene da possedere, un paesaggio da conquistare.

Questa visione oggettificante si riflette anche nel nostro modo di vivere il corpo. Anch’esso diventa una macchina, qualcosa da riparare quando si rompe, un mezzo per raggiungere scopi, un contenitore di performance e produttività. Lo trattiamo come qualcosa che ci appartiene, non come qualcosa che è noi.

Una proposta di cambiamento radicale

Andrea Olsen, nel suo libro Body and Earth (2020), propone un'alternativa potente e rivoluzionaria: guardare alla natura (e al corpo) come esseri viventi con valore intrinseco, non relativo. Non strumenti, ma presenze con una soggettività, una interiorità, una voce.

Imparare ad ascoltare il corpo — come impariamo ad ascoltare la natura — è un atto di rispetto e di relazione. Non solo riconosciamo che il corpo ha qualcosa da insegnarci, ma comprendiamo anche che noi siamo natura. Non siamo separati, non siamo ospiti. Siamo parte di un grande sistema vivente, interconnesso.

Dalla crisi ad una nuova prospettiva

La crisi ecologica che stiamo vivendo non è solo ambientale. È anche una crisi di prospettiva. Abbiamo esaurito risorse fuori, e allo stesso tempo ci sentiamo svuotati dentro. I nostri corpi sono stanchi, privati della possibilità di rigenerarsi. La cultura della produttività estrema ha inciso profondamente nella nostra biologia, nellos stesso modo in cui ha impattato il pianeta.

Cambiare prospettiva significa recuperare un senso di appartenenza. Significa comprendere che la cura per la terra è anche cura del corpo. Che la separazione è un’illusione. E che ritrovare questa connessione è forse l’atto più rivoluzionario (e necessario) che possiamo compiere oggi.

La natura è ovunque

Un punto importante emerso nella conversazione riguarda il dove e il come viviamo questa connessione. Spesso pensiamo che “stare in natura” significhi per forza andare nei boschi, tra alberi secolari e paesaggi incontaminati. Ma la natura è anche nel quotidiano: nel parco sotto casa, nel respiro consapevole, nel canto degli uccelli al mattino, nel corpo che cammina.

Uno dei contributi più toccanti è arrivato da una partecipante che, pur vivendo in città e con difficoltà motorie, ha raccontato di sentirsi comunque connessa al tutto. Anche la casa — dice — può essere un luogo di connessione. 

La natura non è altrove. La natura siamo noi.

Un invito alla presenza

Questo cambio di prospettiva è un invito a ritrovare presenza, ascolto, relazione. Con il corpo, con il mondo intorno, con la vita stessa.

Non dobbiamo conquistare nulla. Dobbiamo solo ricordare chi siamo: parte integrante di un tutto vivente. Sentire questa verità, nel corpo, nella mente e nel cuore, può trasformare radicalmente la nostra esperienza quotidiana.

Prendersi cura del corpo diventa prendersi cura della Terra. E viceversa.

E forse, come qualcuno ha detto quella sera, scopriremo che la Terra, come il corpo, è casa.

Guarda il video 

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